Il Governo Berlusconi è, innegabilmente, il Governo più reazionario dai tempi di Tambroni.
La riprova si è avuta proprio oggi, lunedì 8 novembre 2010, a Brescia. Come purtroppo pochi sapranno (si sa, di certe cose è bene non parlarne) da giorni a Brescia sei immigrati vivono su una gru per protestare contro una sanatoria truffa. In cosa consiste questa truffa? Molto semplice. Citiamo testualmente da un articolo trovato sul sito internet del “Corriere della Sera” (citando il più grande giornale borghese si eviteranno commenti che sottintendono una nostra falsificazione dei fatti): “Gli immigrati si sono sobbarcati un complesso iter burocratico, scaricato quasi per intero sulle loro spalle, ivi comprese umilianti code in questura e alla posta, per non parlare dei costi insostenibili per chi spesso non arriva a mettere insieme 500 euro al mese. Poi, quando si è trattato di incassare l'ultimo passaggio burocratico, il datore di lavoro si è sfilato, rifiutandosi di apporre la propria firma alla richiesta di permesso di soggiorno, perché in difficoltà economiche o perché, più semplicemente, gli conveniva fare così.”.
Una protesta più che giusta. Assieme alla protesta degli immigrati si è venuto a formare, altrettanto giustamente, un presidio a sostegno della lotta. A questo presidio ha partecipato, tra gli altri, Alberto Gobbi, presidente dell’associazione Diritti per Tutti. Egli, assieme ad altri, è stato partecipe dell’ennesimo, violento, reazionario atto del Governo borghese italiano. Alle ore 6 di stamani la Polizia e Carabinieri, appendici dello Stato borghese, sono intervenuti per sgomberare il presidio. Ovviamente hanno trovato la resistenza dei ragazzi dei centri sociali. Dopo i soliti insulti, spintoni e pugni ben cinquanta persone sono state portare in Questura (tre persone, invece, sono state fermate per resistenza). Tra questi anche il sopracitato Gobbi. Non basta: le forze dell’ordine hanno anche blindato Piazza Cesare Battisti e Piazza Loggia per non far transitare nessuno. Azioni, queste, che ci portano indietro nel tempo e ben fanno notare l’involuzione fascista della borghesia italiana. Proprio come anni fa la grande borghesia, non riuscendo a fronteggiare la crisi e le proteste, si sta affidando a metodi sempre più repressivi.
Ora la paura più grande dei sei immigrati sulla gru è quella di restar tagliati fuori, senza cibo né acqua (garantiti proprio dal presidio sostenitore della protesta).
Da notare poi il comunicato della Questura a giustificazione del vile atto. Citiamo testualmente: “L’operazione è finalizzata alla messa in sicurezza del cantiere della metropolitana di Piazzale Cesare Battisti. In particolare, lo scopo è garantire le condizioni di sicurezza degli stessi manifestanti, liberando da eventuali curiosi o assembramenti di persone il piazzale sottostante la gru, in modo che nessuno possa accedere al cantiere se non autorizzato e mettere in pericolo la sicurezza propria o altrui. A tutela degli stessi 6 manifestanti posizionati sulla gru, contestualmente, è stato espressamente chiarito loro che l’operazione non era in alcun modo finalizzata a farli scendere con l’uso della forza, bensì a garantire che altri non accedano alla struttura recando pregiudizio alla propria e loro incolumità”.
Garantire l’incolumità, certo. O forse impedire la fuoriuscita di notizie non gradite? Piegare i manifestanti senza spargimenti di sangue? Dopotutto senza sostegno né, probabilmente, viveri per quanto resisteranno ancora i sei?
La verità è che quella fatta oggi dalle forze dell’ordine è una azione reazionaria e fascista ingiustificabile!
Il sindacato (CGIL) poi, nel momento in cui bisogna sostenere senza riserve la lotta senza compromessi, cerca di aprire trattative. La Camusso sta cercando di contattare il Ministro Maroni.
La nostra parola d’ordine, invece, deve essere pieno sostegno ai manifestanti, incoraggiamento della lotta ed estensione di essa in tutti i luoghi, ovunque vi siano i presupposti per farlo. Dobbiamo batterci per far sì che ciò avvenga. Dobbiamo anche protestare contro le azioni repressive della Polizia e dei Carabinieri e informare la popolazione di fatti altrimenti taciuti.
Questo il nostro grande dovere.
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lunedì 8 novembre 2010
mercoledì 14 luglio 2010
SUL CARATTERE DELLA NUOVA BORGHESIA E SULLA NECESSITÁ DI UNA NUOVA UNITÁ PROLETARIA
Perdonatemi, è da un bel po' che non scrivo. Ad ogni modo torno a deliziarvi con un post che, spero, verrà pubblicato, in forma leggermente ampliata, come lettera sul giornale locale della mia zona. Buona lettura.
SUL CARATTERE DELLA NUOVA BORGHESIA E SULLA NECESSITÁ DI UNA NUOVA UNITÁ PROLETARIA
Verrebbe da chiedersi se, come accadde molti anni fa, la borghesia italiana, per sopravvivere alla crisi da essa stessa generata, si stia affidando a un nuovo autoritarismo fascisteggiante.
Verrebbe altresì da chiedersi quali Partiti si accorgono di ciò e tentano di reagire, ritrovando il contatto col proletariato, che troppo spesso difendono a parole ma non coi fatti, e lavorando per una nuova unità dei lavoratori.
Andiamo con ordine, esponiamo i fatti e, senza utilizzare retorica metafisica e filosofia spicciola, tanto cara ad alcuni “difensori” dei lavoratori, atteniamoci ad essi per una buona critica del sistema in cui ci troviamo, magari facendoci aiutare dalla Storia, poiché molte cose si possono meglio comprendere col suo ausilio. D’altronde, si sa, la borghesia, per mantenere il suo potere e la sua supremazia sul proletariato, si affidano a vecchie formule, anche se rivestite di una nuova “vernice”.
Giovedì otto luglio 2010 la polizia ha caricato e manganellato i lavoratori della Mangiarotti Nuclear di Milano.
A pochi passi dalla Prefettura il corteo è stato caricato dai poliziotti in tenuta antisommossa e cinque lavoratori sono rimasti feriti (uno, addirittura, è stato portato via in ambulanza).
Fonti della Questura giustificano il fatto come “azione di contenimento” (!), i manifestanti non si sarebbero fermati al punto prestabilito.
Secondo Rosario Schiettini, delegato FIOM nell'azienda “il percorso del corteo era stato autorizzato , ma all'imbocco di corso Monforte uno schieramento di forze dell'ordine ci ha impedito di arrivare fino al portone della prefettura. Sono partite le cariche e cinque operai sono stati colpiti dalle manganellate: uno di loro è stato portato via in ambulanza".
Oltre ai lavoratori della Mangiarotti hanno partecipato al corteo anche una delegazione dei lavoratori della Maflow di Trezzano sul Naviglio e alcuni esponenti dei centri sociali.
Ricordiamo che gli operai della Mangiarotti sono in presidio permanente dal dicembre scorso: vogliono solo tornare a lavorare. Hanno fatto causa all'impresa che li aveva messi ingiustamente in cassa integrazione straordinaria e l'hanno vinta, ma il lavoro non è tornato. Gli ultimi pezzi in produzione pare stiano per essere prelevati e portati in Friuli o direttamente in Francia, dal committente.
Non basta.
Il quattordici luglio si legge sui giornali che un lavoratore, delegato FIOM dello stabilimento FIAT di Mirafiori è stato licenziato per aver inviato con la mail aziendale, la vigilia del famoso referendum di Pomigliano, un comunicato dei lavoratori polacchi che invitano gli operai italiani a reagire e a lottare per la salvaguardia dei propri diritti.
Non basta, altri due delegati FIOM e un lavoratore sono stati sospesi e, probabilmente, verranno licenziati. Perchè? Per aver impedito, con uno sciopero, agli altri lavoratori di lavorare. La protesta era scoppiata dopo la richiesta FIAT di aumentare la produzione del 10% senza offrire nuove assunzioni e, tra l’altro, lasciando cassaintegrati diversi lavoratori.
Ora, da questi due fatti (presi come esempio, se ne potrebbero citare altri) appare evidente il nuovo carattere reazionario e autoritario della borghesia italiana. Sembra di tornare ai primi decenni del Novecento, i lavoratori sono ancora mezzi per accrescere la produzione, non uomini e, in quanto tali, non possono protestare e devono subire passivamente tutte le violenze ai loro diritti, ottenuti dopo anni di dure lotte. La sostanza è questa, checchè i potenti borghesi ne dicano. E, purtroppo, sembra che tutto questo avvenga.
Perchè? Perchè anni e anni di socialdemocrazia sembrano aver fatto sparire la coscienza di classe del proletariato, hanno diviso i lavoratori. La frammentazione continua grazie a quei Partiti di sinistra o pseudo-comunisti che solo a parole difendono i lavoratori e poi, nei fatti, voltano le spalle al proletariato e combuttano con la borghesia! Possiamo però assicurare che la coscienza di classe di tutti i lavoratori non è sparita, è solo addormentata e aspetta di svegliarsi e si sveglierà, basta solo che venga stuzzicata. È essenziale, di vitale importanza, per il futuro dell’Italia una nuova solidarietà, una nuova unità tra lavoratori per ripartire con una nuova e dura lotta che elimini definitivamente i problemi e le ambizioni di autorità della borghesia.
SUL CARATTERE DELLA NUOVA BORGHESIA E SULLA NECESSITÁ DI UNA NUOVA UNITÁ PROLETARIA
Verrebbe da chiedersi se, come accadde molti anni fa, la borghesia italiana, per sopravvivere alla crisi da essa stessa generata, si stia affidando a un nuovo autoritarismo fascisteggiante.
Verrebbe altresì da chiedersi quali Partiti si accorgono di ciò e tentano di reagire, ritrovando il contatto col proletariato, che troppo spesso difendono a parole ma non coi fatti, e lavorando per una nuova unità dei lavoratori.
Andiamo con ordine, esponiamo i fatti e, senza utilizzare retorica metafisica e filosofia spicciola, tanto cara ad alcuni “difensori” dei lavoratori, atteniamoci ad essi per una buona critica del sistema in cui ci troviamo, magari facendoci aiutare dalla Storia, poiché molte cose si possono meglio comprendere col suo ausilio. D’altronde, si sa, la borghesia, per mantenere il suo potere e la sua supremazia sul proletariato, si affidano a vecchie formule, anche se rivestite di una nuova “vernice”.
Giovedì otto luglio 2010 la polizia ha caricato e manganellato i lavoratori della Mangiarotti Nuclear di Milano.
A pochi passi dalla Prefettura il corteo è stato caricato dai poliziotti in tenuta antisommossa e cinque lavoratori sono rimasti feriti (uno, addirittura, è stato portato via in ambulanza).
Fonti della Questura giustificano il fatto come “azione di contenimento” (!), i manifestanti non si sarebbero fermati al punto prestabilito.
Secondo Rosario Schiettini, delegato FIOM nell'azienda “il percorso del corteo era stato autorizzato , ma all'imbocco di corso Monforte uno schieramento di forze dell'ordine ci ha impedito di arrivare fino al portone della prefettura. Sono partite le cariche e cinque operai sono stati colpiti dalle manganellate: uno di loro è stato portato via in ambulanza".
Oltre ai lavoratori della Mangiarotti hanno partecipato al corteo anche una delegazione dei lavoratori della Maflow di Trezzano sul Naviglio e alcuni esponenti dei centri sociali.
Ricordiamo che gli operai della Mangiarotti sono in presidio permanente dal dicembre scorso: vogliono solo tornare a lavorare. Hanno fatto causa all'impresa che li aveva messi ingiustamente in cassa integrazione straordinaria e l'hanno vinta, ma il lavoro non è tornato. Gli ultimi pezzi in produzione pare stiano per essere prelevati e portati in Friuli o direttamente in Francia, dal committente.
Non basta.
Il quattordici luglio si legge sui giornali che un lavoratore, delegato FIOM dello stabilimento FIAT di Mirafiori è stato licenziato per aver inviato con la mail aziendale, la vigilia del famoso referendum di Pomigliano, un comunicato dei lavoratori polacchi che invitano gli operai italiani a reagire e a lottare per la salvaguardia dei propri diritti.
Non basta, altri due delegati FIOM e un lavoratore sono stati sospesi e, probabilmente, verranno licenziati. Perchè? Per aver impedito, con uno sciopero, agli altri lavoratori di lavorare. La protesta era scoppiata dopo la richiesta FIAT di aumentare la produzione del 10% senza offrire nuove assunzioni e, tra l’altro, lasciando cassaintegrati diversi lavoratori.
Ora, da questi due fatti (presi come esempio, se ne potrebbero citare altri) appare evidente il nuovo carattere reazionario e autoritario della borghesia italiana. Sembra di tornare ai primi decenni del Novecento, i lavoratori sono ancora mezzi per accrescere la produzione, non uomini e, in quanto tali, non possono protestare e devono subire passivamente tutte le violenze ai loro diritti, ottenuti dopo anni di dure lotte. La sostanza è questa, checchè i potenti borghesi ne dicano. E, purtroppo, sembra che tutto questo avvenga.
Perchè? Perchè anni e anni di socialdemocrazia sembrano aver fatto sparire la coscienza di classe del proletariato, hanno diviso i lavoratori. La frammentazione continua grazie a quei Partiti di sinistra o pseudo-comunisti che solo a parole difendono i lavoratori e poi, nei fatti, voltano le spalle al proletariato e combuttano con la borghesia! Possiamo però assicurare che la coscienza di classe di tutti i lavoratori non è sparita, è solo addormentata e aspetta di svegliarsi e si sveglierà, basta solo che venga stuzzicata. È essenziale, di vitale importanza, per il futuro dell’Italia una nuova solidarietà, una nuova unità tra lavoratori per ripartire con una nuova e dura lotta che elimini definitivamente i problemi e le ambizioni di autorità della borghesia.
sabato 22 maggio 2010
Contro la deriva fascista
Anzitutto penso di dovere delle scuse ai miei lettori per la lunga assenza, ma il computer è rotto e non vuol saperne di ripartire, vi sto scrivendo da un computerino scasso, ma che resiste. Detto questo partiamo con l’articolo.
In Italia e soprattutto nella mia regione, la Lombardia, si sta assistendo a una pericolosa deriva fascista, cui bisogna porre un freno prima che sia troppo tardi. Parlerò solo della situazione milanese poiché a me più vicina.
Per oggi, sabato 22 Maggio, era stato programmato un corteo nazionale di Forza Nuova, poi trasformato in un incontro all’interno della sede di Milano su ordine del Prefetto. Come ospite della manifestazione una delegazione del gruppo di estrema destra “Jobbik” (gruppo ungherese). Per il 29 Maggio, invece, è previsto un meeting musicale per il ventesimo anniversario della nascita della setta neonazista “Hammerskins”, fondata a Dallas da membri fuoriusciti del Ku Klux Klan.
Questi due appuntamenti sembrano il culmine di una serie di manifestazioni iniziate il 23 Marzo con una commemorazione al cimitero Monumentale (presenti anche ex SS italiane) per la fondazione dei Fasci di combattimento, cui hanno fatto seguito:
- messa in onore di Mussolini
- corteo in ricordo di Sergio Ramelli (rammento anche una spassionata lettera di un esponente del PDL lodigiano in ricordo del “martire” fascista)
- corteo in ricordo di Enrico Pedenovi e Carlo Borsani (firmatario del “Manifesto sulla razza”)
- concerto di “Skoll” e successivo torneo di calcetto al Lido tra squadre fasciste (Hammerskins, Casa Pound, Forza Nuova…) il tutto sponsorizzato dal consiglio di zona 3, Provincia e Comune di Milano.
Non parlerò delle infiltrazioni di noti fascisti nelle alte sfere del PDL e della Lega Nord locali.
Questo è quanto (per ora)…non posso far altro che rinnovare il mio appello: lottiamo contro il fascismo!
In Italia e soprattutto nella mia regione, la Lombardia, si sta assistendo a una pericolosa deriva fascista, cui bisogna porre un freno prima che sia troppo tardi. Parlerò solo della situazione milanese poiché a me più vicina.
Per oggi, sabato 22 Maggio, era stato programmato un corteo nazionale di Forza Nuova, poi trasformato in un incontro all’interno della sede di Milano su ordine del Prefetto. Come ospite della manifestazione una delegazione del gruppo di estrema destra “Jobbik” (gruppo ungherese). Per il 29 Maggio, invece, è previsto un meeting musicale per il ventesimo anniversario della nascita della setta neonazista “Hammerskins”, fondata a Dallas da membri fuoriusciti del Ku Klux Klan.
Questi due appuntamenti sembrano il culmine di una serie di manifestazioni iniziate il 23 Marzo con una commemorazione al cimitero Monumentale (presenti anche ex SS italiane) per la fondazione dei Fasci di combattimento, cui hanno fatto seguito:
- messa in onore di Mussolini
- corteo in ricordo di Sergio Ramelli (rammento anche una spassionata lettera di un esponente del PDL lodigiano in ricordo del “martire” fascista)
- corteo in ricordo di Enrico Pedenovi e Carlo Borsani (firmatario del “Manifesto sulla razza”)
- concerto di “Skoll” e successivo torneo di calcetto al Lido tra squadre fasciste (Hammerskins, Casa Pound, Forza Nuova…) il tutto sponsorizzato dal consiglio di zona 3, Provincia e Comune di Milano.
Non parlerò delle infiltrazioni di noti fascisti nelle alte sfere del PDL e della Lega Nord locali.
Questo è quanto (per ora)…non posso far altro che rinnovare il mio appello: lottiamo contro il fascismo!
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mercoledì 31 marzo 2010
G8/Genova
Dovevo iniziare a leggere “Il Sergente nella neve”, ma poi mi hanno regalato “G8/Genova” di Giulietto Chiesa e non ho saputo resistere.
Il libro è una ricostruzione del G8 del 2001 a Genova così come lo ha vissuto Giulietto Chiesa, una sorta di diario. Tramite ricordi e riflessioni dell’autore riviviamo quei giorni bui per l’Italia e per il mondo e riusciamo a capire meglio il processo della globalizzazione e cosa ciò implichi.
Lo consiglio vivamente a tutti.
Il libro è una ricostruzione del G8 del 2001 a Genova così come lo ha vissuto Giulietto Chiesa, una sorta di diario. Tramite ricordi e riflessioni dell’autore riviviamo quei giorni bui per l’Italia e per il mondo e riusciamo a capire meglio il processo della globalizzazione e cosa ciò implichi.
Lo consiglio vivamente a tutti.
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lunedì 22 marzo 2010
Qualche notizia dal mondo
Sul Corriere della Sera è apparsa una notizia a mio avviso sconcertante, anche se ormai se ne vedono così tante che non ci si può più dire veramente stupiti.
Gli studenti del Liceo Don Milani di Romano di Lombardia (Bergamo), dopo un incontro con il Circolo di cultura omosessuale Milk sullo sterminio dei gay nei lager nazisti, avevano chiesto un incontro con suddetto Circolo per capire meglio il mondo dell’omosessualità. Il no secco a questo incontro-assemblea è arrivato dal Consiglio di Istituto, dopo lamentele dei genitori. Riporto le dichiarazioni di tre genitori a mio avviso terribili.
Primo Genitore: “I ragazzi stanno formando la loro personalità e quindi potrebbero essere deviati.”.
Secondo Genitore: “Accompagno mio figlio persino a fare le vaccinazioni, figuriamoci se lo lascio andare a un incontro del genere. È come il vaccino antinfluenzale: è più dannoso che utile”.
Terzo Genitore: “Gli omosessuali non possono parlare di omosessualità”.
Verrebbe da chiedersi chi, allora, è autorizzato a parlare di omosessualità. Forse quel genitore preferisce il sicuramente imparziale giudizio di Santa Romana Chiesa…o della Lega.
L’evento è stato subito ridimensionato, al posto delle due giornate previste si è preferito fare un incontro per le classi quarte e quinte con l’Agedo (Associazione genitori e amici omosessuali). Inizialmente era vietata la partecipazione di qualsiasi omosessuale, alla fine gli studenti hanno ottenuto la presenza di un esponente del mondo gay.
Questo episodio ben esplicita la situazione degli omosessuali in Italia.
Ci risiamo. Si tenta di nuovo di destabilizzare il Governo Chàvez in Venezuela. Stavolta però niente golpe…hanno già fallito con quel mezzo e in più il Premio Nobel per la Pace deve stare attento, si sa mai che la gente si accorga che si sta riprendendo il giardino di casa. No, stavolta lasciamo fare tutto agli amici colombiani. È infatti giunta la notizia che la polizia ha arrestato un gruppo di stranieri con fucili nascosti nei pressi di Caracas. A detta di Chàvez si tratta di un gruppo di paramilitari.
“Stanno seminando il paramilitarismo nei quartieri e nelle comunità, perché la controrivoluzione vuole obbligarci al ripiego. Molti fatti violenti avvenuti nel Paese rispondono alle azioni di questi gruppi armati propri della realtà colombiana. Buona parte dei sequestri e degli assassinii che stanno avvenendo provengono dalla Colombia, dal paramilitarismo”.
Chàvez allude all’assassinio di numerosi vertici del Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV) del territorio occidentale, al confine con la Colombia.
“Hanno ucciso vari leaders del PSUV, ed uno lo hanno preso a mitragliate davanti alla moglie. Lo so che il popolo non ha paura e non riusciranno a ricattarci, né intimorirci, perché si tratta di costruire la Patria dei nostri figli”.
Insomma, cambiano i fattori ma il risultato è uguale: si tenta di destabilizzare un Governo legittimo solo perché socialista. Chi c’è dietro questi gruppi paramilitari? La Colombia. Indovinate un po’ chi c’è dietro al Governo della Colombia? 2+2=4
Finalmente è passata la riforma sanitaria negli Stati Uniti (non senza qualche concessione agli anti-abortisti). Un buon risultato, davvero. Peccato però che per un passo avanti che compie il nostro Premio Nobel per la Pace debba farne cinque indietro. Sembra infatti che la Casa Bianca stia valutando l’installazione di una base militare ove detenere terroristi internazionali a Kabul, di fatto una nuova Guantanamo versione afghana. Si oppone il Generale responsabile delle Forze Armate americane in Afghanistan perché, a suo dire, tale operazione minerebbe la stabilizzazione del Paese. Staremo a vedere.
Gli studenti del Liceo Don Milani di Romano di Lombardia (Bergamo), dopo un incontro con il Circolo di cultura omosessuale Milk sullo sterminio dei gay nei lager nazisti, avevano chiesto un incontro con suddetto Circolo per capire meglio il mondo dell’omosessualità. Il no secco a questo incontro-assemblea è arrivato dal Consiglio di Istituto, dopo lamentele dei genitori. Riporto le dichiarazioni di tre genitori a mio avviso terribili.
Primo Genitore: “I ragazzi stanno formando la loro personalità e quindi potrebbero essere deviati.”.
Secondo Genitore: “Accompagno mio figlio persino a fare le vaccinazioni, figuriamoci se lo lascio andare a un incontro del genere. È come il vaccino antinfluenzale: è più dannoso che utile”.
Terzo Genitore: “Gli omosessuali non possono parlare di omosessualità”.
Verrebbe da chiedersi chi, allora, è autorizzato a parlare di omosessualità. Forse quel genitore preferisce il sicuramente imparziale giudizio di Santa Romana Chiesa…o della Lega.
L’evento è stato subito ridimensionato, al posto delle due giornate previste si è preferito fare un incontro per le classi quarte e quinte con l’Agedo (Associazione genitori e amici omosessuali). Inizialmente era vietata la partecipazione di qualsiasi omosessuale, alla fine gli studenti hanno ottenuto la presenza di un esponente del mondo gay.
Questo episodio ben esplicita la situazione degli omosessuali in Italia.
Ci risiamo. Si tenta di nuovo di destabilizzare il Governo Chàvez in Venezuela. Stavolta però niente golpe…hanno già fallito con quel mezzo e in più il Premio Nobel per la Pace deve stare attento, si sa mai che la gente si accorga che si sta riprendendo il giardino di casa. No, stavolta lasciamo fare tutto agli amici colombiani. È infatti giunta la notizia che la polizia ha arrestato un gruppo di stranieri con fucili nascosti nei pressi di Caracas. A detta di Chàvez si tratta di un gruppo di paramilitari.
“Stanno seminando il paramilitarismo nei quartieri e nelle comunità, perché la controrivoluzione vuole obbligarci al ripiego. Molti fatti violenti avvenuti nel Paese rispondono alle azioni di questi gruppi armati propri della realtà colombiana. Buona parte dei sequestri e degli assassinii che stanno avvenendo provengono dalla Colombia, dal paramilitarismo”.
Chàvez allude all’assassinio di numerosi vertici del Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV) del territorio occidentale, al confine con la Colombia.
“Hanno ucciso vari leaders del PSUV, ed uno lo hanno preso a mitragliate davanti alla moglie. Lo so che il popolo non ha paura e non riusciranno a ricattarci, né intimorirci, perché si tratta di costruire la Patria dei nostri figli”.
Insomma, cambiano i fattori ma il risultato è uguale: si tenta di destabilizzare un Governo legittimo solo perché socialista. Chi c’è dietro questi gruppi paramilitari? La Colombia. Indovinate un po’ chi c’è dietro al Governo della Colombia? 2+2=4
Finalmente è passata la riforma sanitaria negli Stati Uniti (non senza qualche concessione agli anti-abortisti). Un buon risultato, davvero. Peccato però che per un passo avanti che compie il nostro Premio Nobel per la Pace debba farne cinque indietro. Sembra infatti che la Casa Bianca stia valutando l’installazione di una base militare ove detenere terroristi internazionali a Kabul, di fatto una nuova Guantanamo versione afghana. Si oppone il Generale responsabile delle Forze Armate americane in Afghanistan perché, a suo dire, tale operazione minerebbe la stabilizzazione del Paese. Staremo a vedere.
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giovedì 18 marzo 2010
Notizie dall'Italia
Ma quante notizie oggi dall’Italia. Roba che se si approfondisse un po’ verrebbe fuori una trilogia degna di Tolkien. Andiamo con ordine.
1) Ieri un politico italiano, ora come ora mi sfugge il nome, ha dichiarato che occorre imporre forti sanzioni a chi infrange le norme contro la tortura. Pensiero giusto, direte voi. Pensiero ipocrita dico io. Non perché sia favorevole alla tortura, anzi. Dico così perché poche ore prima Amnesty ha pubblicamente condannato l’Italia per fabbricare, assieme alla Spagna, armi per torturare i prigionieri. Una sorta di taser evoluto. Sembra infatti che l’Italia produca delle manette che, applicate sul prigioniero, diano delle scariche che arrivano fino a 50000 volts. Il principio è lo stesso del taser, voltaggio elevato e amperaggio basso, in modo da non uccidere. Ricordiamo però che in certi casi, in presenza per esempio di patologie cardiache, bastano pochi milliampere per uccidere una persona. A voi la sentenza.
2) Seconda notizia. Il Ministro Tremonti è sceso in campo per difendere i successi nel campo della crisi del Governo Berlusconi. Il Ministro ha anche definito “apprendisti stregoni” gli italiani che negano gli indubbi successi del Governo. Peccato che, quasi contemporaneamente, a Bruxelles sia il Governatore della Banca d’Italia Draghi, sia il Direttore del Fondo Monetario Internazionale Strauss-Kahn hanno affermato che l’Italia ha una economia fragile, che senza riforme decenti si potrebbe precipitare verso “rivolte sociali” (e sarebbe anche ora di una buona Rivoluzione in Italia). Si rischia che quando il mondo si riprenderà l’economia del nostro paese rimanga ancora a terra. Si rischia di diventare una nuova Grecia. Anche qui a voi il giudizio sulla situazione attuale e, in più, sul sistema capitalista.
3) Terza e ultima notizia della nostra trilogia. Tra poche settimane, grazie alle fiducie imposte sulla finanziaria, diverrà esecutiva la legge sulla privatizzazione delle Forze Armate. Secondo questa legge, infatti, le spese della Difesa verranno privatizzate e controllate da un Consiglio di Amministrazione composto da persone scelte dal Ministro, senza interferenze del Parlamento. Le Camere non potranno nemmeno mettere becco nella spesa, tutto coperto dal segreto militare. Inoltre questo CdA avrà mano libera anche sulla costruzione di centrali energetiche di qualsiasi tipo nelle basi militari. Il Parlamento non si potrà opporre. Volete un reattore militare? Mettetelo in una base militare, tanto il segreto militare coprirà tutto. Da notare come solo un piccolo gruppo dell’opposizione protesti. Si sta procedendo a una privatizzazione dello Stato, a una facilitazione assurda del potere assoluto e nessuno dice niente. Passate parola.
1) Ieri un politico italiano, ora come ora mi sfugge il nome, ha dichiarato che occorre imporre forti sanzioni a chi infrange le norme contro la tortura. Pensiero giusto, direte voi. Pensiero ipocrita dico io. Non perché sia favorevole alla tortura, anzi. Dico così perché poche ore prima Amnesty ha pubblicamente condannato l’Italia per fabbricare, assieme alla Spagna, armi per torturare i prigionieri. Una sorta di taser evoluto. Sembra infatti che l’Italia produca delle manette che, applicate sul prigioniero, diano delle scariche che arrivano fino a 50000 volts. Il principio è lo stesso del taser, voltaggio elevato e amperaggio basso, in modo da non uccidere. Ricordiamo però che in certi casi, in presenza per esempio di patologie cardiache, bastano pochi milliampere per uccidere una persona. A voi la sentenza.
2) Seconda notizia. Il Ministro Tremonti è sceso in campo per difendere i successi nel campo della crisi del Governo Berlusconi. Il Ministro ha anche definito “apprendisti stregoni” gli italiani che negano gli indubbi successi del Governo. Peccato che, quasi contemporaneamente, a Bruxelles sia il Governatore della Banca d’Italia Draghi, sia il Direttore del Fondo Monetario Internazionale Strauss-Kahn hanno affermato che l’Italia ha una economia fragile, che senza riforme decenti si potrebbe precipitare verso “rivolte sociali” (e sarebbe anche ora di una buona Rivoluzione in Italia). Si rischia che quando il mondo si riprenderà l’economia del nostro paese rimanga ancora a terra. Si rischia di diventare una nuova Grecia. Anche qui a voi il giudizio sulla situazione attuale e, in più, sul sistema capitalista.
3) Terza e ultima notizia della nostra trilogia. Tra poche settimane, grazie alle fiducie imposte sulla finanziaria, diverrà esecutiva la legge sulla privatizzazione delle Forze Armate. Secondo questa legge, infatti, le spese della Difesa verranno privatizzate e controllate da un Consiglio di Amministrazione composto da persone scelte dal Ministro, senza interferenze del Parlamento. Le Camere non potranno nemmeno mettere becco nella spesa, tutto coperto dal segreto militare. Inoltre questo CdA avrà mano libera anche sulla costruzione di centrali energetiche di qualsiasi tipo nelle basi militari. Il Parlamento non si potrà opporre. Volete un reattore militare? Mettetelo in una base militare, tanto il segreto militare coprirà tutto. Da notare come solo un piccolo gruppo dell’opposizione protesti. Si sta procedendo a una privatizzazione dello Stato, a una facilitazione assurda del potere assoluto e nessuno dice niente. Passate parola.
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