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domenica 1 agosto 2010

Un saluto e un pensiero

Domenica parto per la Francia e, siccome non so se avrò tempo (il lavoro da fare è molto), vi lascio un pensiero più che un articolo.
Domani, lunedì due agosto, come sapete è l’anniversario della Strage di Bologna. Bene, nel ricordare le vittime non posso non pensare che esse sono vittime dello Stato, di quello Stato sporco, deviato, in cui si viveva in quegli anni e in cui, in parte se non completamente, si vive tuttora. Vittime dello Stato, vittime di tutti noi, la loro morte deve pesare sulle nostre coscienze e deve essere da monito, deve guidarci, deve farci capire che stragi di Stato non dovranno più essercene! Noi possiamo e DOBBIAMO cambiare la società in cui viviamo!
Prima di salutarvi vi lascio i cinque video (spero siano tutti) di un documentario della BBC sull’Operazione Gladio. Sono sicuro che li troverete interessanti e, se sarete intelligenti, farete una breve connessione con la P2 e capirete di chi fu, veramente, la colpa di questa e di tante altre stragi.











Vi saluto, vi auguro buone vacanze e vi chiedo, vi imploro, di unirvi nella grande lotta che porterà a compimento l’ultima strofa, se vogliamo l’ottimistica profezia, della canzone “Socialdemocrazia” dei Gang: “Terra di eroi, santi senza peccato, di mafia, P2 e stragi di Stato, il futuro l’abbiamo rubato CI SARANNO GUAI!”

martedì 16 marzo 2010

Riflessione 2

Vi regalo due pezzi in un solo giorno…beh, più di metà classe è in settimana bianca, io (ringraziamo il rapporto amore-odio con la neve) e un altro piccolo manipolo siamo rimasti a scuola e, in verità, non ho un cazzo da fare se non scrivere. Bene, ecco il secondo “articolo” (parola troppo presuntuosa per queste quattro righe sparse, meglio virgolettarla). Una riflessione più che un articolo. Sono solo. Solo come un cane eh. È una cosa che ho sempre saputo, ma oggi me ne sono reso conto definitivamente, questa affermazione mi è piombata improvvisamente tra capo e collo, peggio della falce della bieca morte (sì, sto studiando Vittorio Alfieri e sì, oggi sono stato interrogato…7,5…beh, i libri sono la mia unica compagnia)…uh, guarda, oggi è l’anniversario della nascita di Georg Ohm…ecco perché il prof di elettrotecnica era così contento…beh, dicevo: oggi, all’improvviso, mi è riecheggiata nella mente la frase “sono solo come un cane”…poi è passato un cane mezzo randagio al guinzaglio di un senzatetto…ho dovuto cambiare frase. Toh, oggi è l’anniversario del massacro di My Lai, quando i nordamericani torturarono, stuprarono e uccisero 347 civili vietnamiti. Cosa stavo dicendo? Ah sì, sono solo, ma non come un cane, quelli hanno un padrone…e se sono randagi girano in branco…ci sarebbe da rivedere l’antico adagio…non è questo il punto. Che poi oggi è successa una cosa divertente: salgo sul pullman, mi siedo ai primi posti (sì, soffro il mal d’auto) e prendo il libro che sto leggendo “La guerra rivoluzionaria a Cuba” del Che. L’autista mi fissa strano, lo guardo di rimando, il mio sguardo dice: “Sì, sono comunista, rivoluzionario e castrista, problemi?” il tipo si gira dall’altra parte e comincia a guidare. Mi sono sempre chiesto se la mia appartenenza politica contribuisse a questo isolamento. Beh, la risposta è sì…in una zona come la mia dove il fascismo ancora impera essere comunisti è quasi un crimine…ma tanto chi se ne fotte? Ma guarda…oggi è anche l’anniversario del rapimento Moro (il più grande colpo della Gladio), della nascita della Werhmacht e della nascita del primo incrociatore da guerra…cazzo, un condensato di disgrazie…ma non dilaghiamo, torniamo in tema. Niente, dicevo che sono solo…che vuoi, la politica, la passione innata per la lettura e la scrittura, una piccola dose di misantropia mi hanno reso “diverso” dagli altri…e in questa società essere diverso non ti fa andare avanti molto. Poi mi sono guardato dentro e mi sono detto: sei solo e allora? Che te ne frega? Devi deprimerti per questo? La risposta è no…non mi deprimerò né smetterò di cercare l’amicizia. Nell’attesa di trovarla mi bastano un buon libro, gli scherzi coi compagni di classe (con i 3 con cui vado d’accordo) e l’amicizia per “corrispondenza” elettronica con un piccolissimo, ma essenziale, gruppo di persone (che poi anche lì sono due o tre). Niente, ho scritto questa breve riflessione (tra l’altro con tono molto “parlato”, distante dal mio “stile di scrittura [stile è virgolettato per gli stessi motivi di articolo]) tanto per scriverla, senza un fine preciso se non quello di sfogarmi e, magari, lanciare un messaggio a chi è nelle mie stesse condizioni. Spero di non avervi annoiato.

mercoledì 27 gennaio 2010

Breve riflessione

Alla fine ho preso una decisione importante: mi sono tesserato all’ANPI.
Da molto desideravo farlo, ma non ne ho mai avuto l’occasione…ora finalmente sono riuscito ad avere la tessera.
Tralasciando le simpatie politiche, la motivazione che più mi ha spinto è quella di tenere viva la memoria, ricordare a tutti la Liberazione, i partigiani, ciò che è stato e che non dovrà più essere.
Presto o tardi chi ha vissuto direttamente queste esperienze non ci sarà più, chi terrà viva la memoria, soprattutto visto il revisionismo serpeggiante? Amici miei, se non ci muoviamo noi giovani la situazione presto sarà davvero grigia…dobbiamo assumere l’onere di mantenere viva la memoria, non dimenticare e non far dimenticare. Spero che anche voi vi unirete a questa lotta.

giovedì 7 gennaio 2010

Breve riflessione sulla libertà

“Se vi è ancora speranza essa risiede nei prolet”, queste sono le parole che pronuncia Winston Smith nel famoso libro “1984” di George Orwell.
Noi, nel mondo reale, potremmo dire: “Se vi è ancora speranza essa risiede nei giovani”, di tutti i giovani, indistintamente.
La libertà, la vera libertà, è a portata di mano, dobbiamo solo prenderla, essa è nostra, ci appartiene!
Bisogna però essere rapidi, non possiamo permetterci di indugiare. Più passa il tempo e più il cappio costruito da loro, il gruppo ristretto di persone che ci governano, chiamateli come volete, il nome non ha importanza, si stringe attorno al nostro collo e prima o poi l’ossigeno mancherà. Loro non hanno interesse a far sì che noi, noi popolo, otteniamo la vera libertà, loro non vogliono che ciò avvenga e cercano di impedirlo con ogni mezzo. Dobbiamo prendere coscienza della nostra forza e agire finchè c’è tempo e, vi assicuro, ce ne rimane poco. Permettetemi di concludere questa breve riflessione con il pezzo finale di una nota canzone dei Gang:
“il futuro è stato rubato Ci saranno guai
il futuro lo abbiamo salvato Ci saranno guai
il futuro non è ancora scritto Ci saranno guai
il futuro nostro è di sicuro Ci saranno guai.”